Tendinite – Quali sono i sintomi e cosa fare

La tendinite è l’infiammazione del tendine, un tessuto connettivo composto da fibre di collagene che ha la funzione di fissare l’estremità del muscolo all’osso. In realtà parlare di infiammazione dei tendini è fuorviante, in quanto il tendine non è una struttura vascolarizzata e quindi non è soggetta a fenomeni di vascolarizzazione; si parla dunque di peritendinite, cioè di infiammazione del peritenonio, la guaina connettivale che avvolge la struttura.

Cause

Nonostante i tendini siano strutture molto resistenti, soprattutto quelli sottoposti a grossi sforzi come il tendine d’Achille, non è raro assistere a patologie tendinee in uno degli oltre 250 tendini presenti nel corpo umano. La sollecitazione del tendine oltre i suoi limiti comporta la lesione delle fibre che lo compongono; normalmente le fibre vengono riparate, ma quelle nuove che si formano sono meno resistenti e organizzate di quelle originarie. Un tendine che ha subito processi di rigenerazione, quindi, non sopporta lo stesso carico di un tendine che non è mai stato danneggiato.

Nel 98% dei casi la tendinite è causata dall’affaticamento, cioè dalla somma di microtraumi che si verificano quotidianamente, nell’attività sportiva o lavorativa. Anche scarpe inadeguate, corsa su terreno irregolare, iniezioni di glucocorticoidi e posture scorrette possono determinare l’insorgenza di tendinopatie.

Sintomi della Tendinite

La sintomatologia della tendinite è caratterizzata da dolore localizzato nella sede della lesione, che aumenta alla palpazione e diminuisce con il riposo; anche i muscoli circostanti e collegati al tendine danneggiato possono subire un calo della forza meccanica. Il sintomo della rottura del tendine (parziale o totale) è un dolore forte che si avverte nell’esecuzione di un movimento inusuale o difficoltoso; sono tipici ematomi ed edema e la lesione, se importante, può anche essere palpabile.

Processo Diagnostico

La diagnosi di tendinite si effettua tramite esame clinico completo, anamnesi del paziente e risonanza magnetica nucleare, in modo da valutare la gravità e l’estensione della lesione. L’ecografia, pur essendo meno precisa della risonanza magnetica, è meno costosa e consente di monitorare l’evoluzione della lesione, durante la guarigione del paziente.
La tendinite può peggiorare con l’attività fisica, per cui l’insorgenza di dolore, anche se scompare con il riposo, non deve essere sottovalutata dallo sportivo.

Trattamento della Tendinite

La terapia per la tendinite è l’assunzione (eventualmente con ionoforesi) di antinfiammatori (FANS), il riposo, l’utilizzo di ghiaccio sulla parte lesa per ridurre gonfiore e dolore, la compressione con bendaggi stretti e l’elevazione del tendine colpito per evitare la comparsa di edema. Normalmente portano benefici clinici i trattamenti di laserterapia o di tecar. Di fronte al caso di tendinite calcificata della spalla ha portato buoni risultati l’utilizzo della ultrasuonoterapia.

Nei casi più gravi di rottura completa del tendine, è necessaria la chirurgia. Dopo la guarigione, il paziente deve intraprendere immediatamente un percorso riabilitativo per recuperare la piena funzione del tendine: alcuni esercizi specifici e mirati sono in grado di indirizzare correttamente le fibre del tendine, per riacquistare l’elasticità e la resistenza della struttura.

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