Pubalgia

La pubalgia è un’infiammazione dei muscoli della zona pubica o inguinale. Spesso è dovuta all’affaticamento e al sovraccarico dei muscoli della griglia pelvica: per questo è comunemente ritenuta la malattia degli sportivi. Colpisce, infatti, soprattutto chi si sottopone ad allenamenti continui o troppo pesanti.

Sintomatologia

I sintomi della pubalgia si manifestano soprattutto la mattina appena svegli. Sono innanzitutto il dolore, che colpisce la parte interessata, ma anche bruciore e fitte che spesso si estendono fino alla parte interna della coscia. Spesso la pubalgia è accompagnata anche dalla sensazione di avere la vescica piena. Non appena si manifestano i sintomi, è necessario rivolgersi al medico e sospendere da subito l’attività sportiva. Soventemente capita che lo sportivo, sbagliando, tenda a ignorare il dolore e a continuare gli allenamenti come se nulla fosse.

In altri casi, invece, il dolore appare improvvisamente con fitte molto forti che costringono subito a fermarsi chi ne è colpito. A volte il dolore è talmente acuto da rendere difficile addirittura la deambulazione. Il primo passo per risolvere il problema è mettersi a riposo per un periodo che può variare, a seconda della gravità della situazione, da poche settimane ad alcuni mesi.

La pubalgia può colpire anche le donne nel periodo finale della gravidanza, sia per il peso del bambino che portano in grembo, che a causa di un ormone che l’organismo produce per favorire il parto, la relaxina, che agisce sui muscoli pubici. Legata alla gravidanza, con similitudini nell’eziologia, si annovera anche la Lombalgia.

 

Trattamento della Pubalgia

Le cure consigliate sono diverse e variano a seconda delle circostanze. Per disinfiammare e dare una sensazione di sollievo, si rivela efficace la crioterapia, trattando la parte dolorante con impacchi di ghiaccio che alleviano il dolore e il gonfiore. Anche se dal punto di vista del medico la pubalgia si cura con antinfiammatori e antidolorifici, assunti e per vie tradizionali e tramite ionoforesi, non è raro che gli sportivi utilizzino anche prodotti naturali: arnica o artiglio del diavolo, ma anche curcuma e zenzero.

Se queste cure non dovessero bastare, si possono provare altri metodiche, come la laserterapia o le onde d’urto. Una volta che la fase acuta è stata superata, è utile pure una fase di riabilitazione attraverso l’esecuzione di semplici esercizi di ginnastica e di stretching per allungare gli adduttori.

Consigliata anche la ginnastica propriocettiva, che consiste in esercizi che permettono di recuperare l’abilità di rispondere velocemente agli stimoli che arrivano dall’attività sportiva come salti e cambi di direzione, che dalle particolari condizioni del terreno. Gli esercizi devono mirare anche al potenziamento dei muscoli addominali e retroversori del bacino.

Solitamente con i farmaci e un periodo di riposo abbinato poi alle terapie, la pubalgia si risolve in tempi relativamente brevi. Fondamentale è la diagnosi precoce, che permette di intervenire precocemente rendendo le cure più veloci.

 

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