Artrosi – Quando compare e come intervenire

L’artrosi, o osteoartrosi, o ancora osteoartrite, è una patologia di tipo degenerativo a carico delle articolazioni. Colpisce le articolazioni più sottoposte a carichi meccanici, come le vertebre e le ginocchia e rappresenta una causa comune di dolore nella popolazione al di sopra dei 60 anni di età.

Mentre negli uomini è più frequente sotto i 45 anni, è comune nelle donne sopra i 55 anni, probabilmente per alterazioni del metabolismo osseo dovute alla menopausa.

La patogenesi dell’artrosi comporta la formazione di tessuto connettivo e tessuto osseo neoformati, intorno all’articolazione interessata dal processo patologico; la cartilagine articolare si altera, assottigliandosi e fissurandosi. Si formano inoltre zone di osteosclerosi subcondrale e la membrana sinoviale risulta ipertrofica e ipervascolarizzata.

La capsula articolare può essere edematosa, con vaste zone di fibrosclerosi; dove prima la cartilagine articolare lubrificava e facilitava lo scorrimento delle superfici ossee, nell’artrosi la cartilagine gradualmente si consuma fino a scomparire, causando dolorosi fenomeni di attrito.

L’artrosi può essere classificata in diverse tipologie, a seconda della gravità e della sua evoluzione: è definita artrosi primaria se ha causa genetica (artrosi idiopatica), artrosi secondaria se è provocata da traumi, interventi chirurgici o infezioni, localizzata se colpisce solo un’articolazione e generalizzata, se è pluriarticolare.

Sintomi

I sintomi dell’artrosi sono piuttosto tipici: si manifesta con dolore localizzato, deformazione dell’articolazione colpita, movimenti limitati, rigidità dell’arto.

La radiografia è utile solo a diagnosticare condizioni di malattia piuttosto avanzate; gli esami utili a evidenziare le alterazioni precoci sono l’alterazione del profilo dell’estremità ossea, la formazione di osteofiti ai margini articolari e nei punti di ancoraggio dei tendini, zone cistiche nell’osso in corrispondenza della cartilagine e detrazione dello spazio articolare.

Il medico, nella diagnosi di artrosi, porrà particolare attenzione ai sintomi dolorosi: in che momento della giornata si manifestano, se si tratta di un dolore acuto o sordo, se scompare con il riposo dell’articolazione e se di notte è presente.

Trattamenti

Nella maggioranza dei pazienti colpiti da artrosi, un leggero aumento dell’attività fisica e la perdita di peso sono sufficienti a recuperare buona parte della funzionalità articolare. Per il trattamento del dolore sono indicati il paracetamolo, trattamento di elezione, e gli antinfiammatori non steroidei (FANS) in caso di dolore grave.

La fisioterapia è indicata per ridurre la rigidità dell’articolazione e favorire la mobilità dell’arto; ci sono però controversie sulla sua utilità in relazione alla zona colpita dall’artrosi. Sono spesso utilizzate alcune fisioterapie con elettromedicali come la magnetoterapia, la TENS, la ionoforesi o la tecarterapia.

In caso di fallimento delle altre opzioni terapeutiche, la chirurgia artroscopica consente il posizionamento di una protesi soprattutto per l’articolazione del ginocchio; i sintomi dolorifici, tuttavia, non scompaiono completamente.

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